ANCORA QUI, REALE ALBERGO DEI POVERI (RAP)
ANCORA QUI, REALE ALBERGO DEI POVERI (RAP)
"Ancora qui" non è una semplice mostra, ma un percorso emozionante, un viaggio nel tempo e nelle vite di migliaia di ragazzi che vissero nel Reale Albergo dei Poveri (RAP). Allestita nel grande Refettorio monumentale, la mostra è anche un’opportunità per scoprire un luogo simbolico di Napoli, dove storia e memoria si intrecciano.
Il Real Albergo dei Poveri è uno dei più imponenti edifici storici d’Europa: un vero gigante in pietra, progettato dall’architetto toscano Ferdinando Fuga a metà Settecento. L’opera nacque per volontà di Carlo di Borbone e di sua moglie Maria Amalia di Sassonia, che sognavano una struttura capace di accogliere e formare gli indigenti del Regno. Non un luogo di reclusione, ma un grande centro educativo e assistenziale, dove chi non aveva nulla potesse imparare un mestiere e trovare riscatto. Aprirono dapprima la scuole di giardinaggio, la sartoria e i laboratori di tessitura. Nel primo ventennio dell'Ottocento fu la volta della stamperia, delle scuole elementari e di musica; ad inizi Novecento aprirono le scuole professionali.
L’idea era così ambiziosa che l’edificio venne pensato come uno dei complessi più vasti mai costruiti, poteva ospitare infatti 8000 persone; fino al 1980 ci vivevano 3000 ragazzi. Di seguito alcuni numeri che rendono l'idea dalla maestosità dell'edificio: il prospetto principale è 400 metri di lunghezza; ci sono 100 mila metri quadrati di superficie coperta, 20 mila metri quadrati di spazi all'aperto, 9 chilometri lineari di corridoi, 5 livelli (il corpo centrale ha 7 livelli, cioè 5 più 2 ammezzati), 42 metri di altezza, 430 stanze. Sebbene rimasto incompiuto, il palazzo conserva un fascino unico: attraversarlo significa immergersi nella storia sociale di Napoli e del suo rapporto con la solidarietà. Qui trovarono spazio orfani, donne sole, bambini avviati ai mestieri, ma anche laboratori artigianali e attività formative che resero l’Albergo dei Poveri una vera “fabbrica del saper fare”. Nel corso del tempo il complesso attirò sovrani, religiosi e filantropi, come Padre Gregorio Maria Rocco, figura amatissima dal popolo, che dedicò la vita agli ultimi e raccolse fondi per sostenere l’istituzione.
La mostra Ancora qui recupera le vite e le storie di chi visse quei luoghi: scarpe, utensili, letti, valigie, documenti e oggetti ritrovati durante i restauri dialogano con fotografie, installazioni e performance contemporanee. Un percorso capace di restituire al visitatore non solo episodi del passato, ma una visione intima della Napoli che nasce dal lavoro, dall’accoglienza e dalla memoria condivisa.
Tra gli artisti in mostra ci sono: Mimmo Jodice, maestro della fotografia, da poco scomparso; Viola Ardone, Luciano Romano, Norma Jeane, Antonella Romano; Massimo Cordovani.
La visita alla mostra è gratuita con prenotazione obbligatoria al seguente indirizzo email: ancoraqui@lenuvole.com
Un tour al Real Albergo dei Poveri è un viaggio nella storia profonda della città. È una tappa ideale per chi desidera scoprire una Napoli autentica, sorprendente e ancora viva nei suoi luoghi più simbolici.