GIOVANNA II d'ANGIO' - DURAZZO, LA STORIA DI UNA GRANDE REGINA CHE HA GOVERNATO SULLE SORTI DELL'ITALIA MERIDIONALE TRA INTRIGHI E LOTTE DI POTERE
GIOVANNA II d'ANGIO' - DURAZZO, LA STORIA DI UNA GRANDE REGINA CHE HA GOVERNATO SULLE SORTI DELL'ITALIA MERIDIONALE TRA INTRIGHI E LOTTE DI POTERE
La vita di Giovanna II d'Angiò-Durazzo (Zara 25/6/1371– Napoli 2/2/1435), regina di Napoli, sembra uscita dalla sceneggiatura di una serie TV. Salita al trono a 43 anni – un'età avanzata per l'epoca – ereditò un regno molto esteso e lo governò districandosi tra congiure di palazzo, intrighi e una drammatica crisi di successione che cambiò per sempre la storia del Sud Italia.
Figlia di Carlo III di Durazzo e di Margherita di Durazzo, Giovanna visse per gran parte della vita all'ombra del fratello minore, il re Ladislao il Magnanimo. Per chi visita Napoli, non si può perdere la Chiesa di San Giovanni a Carbonara che si caratterizza per il gigantesco monumento funebre con la tomba di re Ladislao e per la Cappella Caracciolo del Sole dove c'è il monumento funebre di Ser Gianni Caracciolo.
Quando Ladislao morì improvvisamente nel 1414 senza lasciare eredi legittimi, la corona passò inaspettatamente a lei. Giovanna si ritrovò a governare un Regno di Napoli instabile, impoverito e nel mirino delle potenze straniere.
Il regno di Giovanna II fu fortemente influenzato dai suoi amanti, elevati al rango di veri e propri capi di Stato (i cosiddetti "favoriti"), e da matrimoni puramente politici.
Pandolfello Alopo: Fu il suo primo grande favorito. Giovanna lo nominò Gran Camerlengo, affidandogli di fatto le chiavi del regno.
Giacomo II di Borbone: Per placare i baroni napoletani e trovare un alleato forte, nel 1415 Giovanna sposò il nobile francese Giacomo di Borbone. Quest'ultimo, tutt'altro che sottomesso, fece decapitare Pandolfello, imprigionò Giovanna e tentò di farsi nominare Re assoluto. La nobiltà napoletana insorse, liberò la regina e cacciò Giacomo dal regno nel 1419.
Sergianni Caracciolo: Libera dal marito, Giovanna trovò un nuovo compagno e consigliere in Sergianni Caracciolo. Uomo ambizioso e spietato, Sergianni dominò la scena politica napoletana per oltre un decennio, accumulando un potere immenso che lo portò persino a scontrarsi apertamente con la sovrana.
Il problema più grande di Giovanna II fu la mancanza di un erede diretto, difetto che scatenò una complessa guerra diplomatica e militare per la successione al trono:
L'adozione di Alfonso d'Aragona: Minacciata dalle truppe di Luigi III d'Angiò (sostenuto dal Papa), Giovanna chiese aiuto al potente Alfonso V d'Aragona e, nel 1421, lo adottò come figlio ed erede legittimo.
Il cambio di rotta (Luigi III): Alfonso si dimostrò fin troppo impaziente di governare e cercò di esautorare la regina. Giovanna, furiosa, revocò l'adozione e scelse come nuovo erede proprio il suo ex nemico, Luigi III d'Angiò.
La caduta di Sergianni: Nel 1432, stanca dell'arroganza e dell'influenza soffocante del suo favorito Sergianni Caracciolo, la regina diede il tacito assenso a una congiura: l'uomo venne assassinato a Castel Capuano.
L'eredità finale: Luigi III d'Angiò morì nel 1434, poco prima della regina. Giovanna, rimasta sola e anziana, sul letto di morte decise di nominare come suo erede il fratello di Luigi, Renato d'Angiò.
Giovanna II si spegneva il 2 febbraio 1435. Con la sua morte finì il ramo principale della dinastia Angioina a Napoli. La sua scomparsa aprirà le porte alla definitiva conquista aragonese da parte di Alfonso V, unificando il Sud Italia sotto la corona d'Aragona.